Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 13 novembre 2013

Pane e politica


In questa notte terribile della repubblica italiana, i Toscani, le Toscane, dove sono? Che stanno facendo?
In materia di riforme elettorali, i nostri legislatori regionali erano arrivati a risultati storici:
- consegnare alla storia il disastro delle vecchie preferenze;
- un consenso diffuso su collegi piccoli se non addirittura uninominali;
- le primarie in ogni collegio;
- consenso sul fatto che, se nessuno raggiunge una maggioranza al primo turno, se ne deve fare un secondo, esattamente come avviene per i sindaci, e avveniva per i presidenti delle vecchie province.
E' ancora possibile un sano compromesso toscano, un "Provincellum", per far eleggere 24 consiglieri regionali scelti fra i migliori piazzati della maggioranza, e 16 consiglieri regionali scelti fra i più votati delle minoranze - come accadeva nei consigli delle vecchie province.
Rimandare l'attuazione di questo compromesso, nascondendosi dietro la polvere sollevata da ogni convulsione politica nazionale, è semplimente vile.
E terribile.
La Toscana avrebbe potuto e potrebbe ancora portare un segno di speranza nella scena politica nazionale, superando le proprie liste bloccate con una legge saggia, fondata su primarie obbligatorie, collegi uninominali, doppio turno.
Ogni giorno che passa, è perso.
E sono perse speranze.
E sono perse opportunità.
E sono perse vite.
Che cittadine e cittadini sovrani siamo, in questa morente repubblica, se non vediamo più la connessione intima fra pane e politica?


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