Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 20 novembre 2012

Idi di marzo


Si va, forse, verso le Idi di Marzo.
Forse, perché, non scordiamocelo, siamo sempre in Italia...
A metà marzo 2013 potrebbero svolgersi in una unica tornata elezioni politiche, regionali e comunali.
Un redde rationem, più che un election day.
Il tipo di giorno del giudizio perfetto, per i gattopardi...
Quando ci si gioca così tanto, in così poco tempo, con regole così vecchie, chi potrà mai vincere, se non i vecchi squali?
L'unica speranza, per chi vuole scompigliare i giochi, sarà votare persone e liste che rappresentino anche fisicamente, anche generazionalmente, una rottura visibile con il passato.
Concittadine e concittadini d'Italia, diamoci una mossa, che dobbiamo domare la macchina infernale di questa vecchia repubblica lanciata verso il precipizio: primarie, collegi uninominali, nuove liste, nuovi leader.
E facciamolo, questo salto nell'ignoto.
Non siamo ancora - ma ancora per poco - né morti, né così vecchi!


* * *


Poscritti:

Delle province non si parla più, perché il loro futuro, grazie al governo Monti, si è talmente complicato che probabilmente la Corte Costituzionale dovrà decidere di lasciare tutto com'era prima.

Con amarezza, dobbiamo registrare che Lombardia e Lazio, sciogliendosi, ci hanno fatto l'ultimo regalo avvelenato: tornano al voto con le regole di prima o di poco cambiate. Si voteranno ancora governatori scelti dall'alto e signori delle preferenze come deputati regionali.

Non ci sono buone notizie sulla riforma elettorale nazionale, né sulla riforma elettorale toscana, che a noi sta ovviamente a cuore e che avrebbe potuto rappresentare uno stimolo alla riforma del Porcellum.

Sulle primarie del PDL rischiamo di vincere la scommessa che avevamo fatto con noi stessi e che speravamo di perdere, con tutto il cuore: temiamo che, purtroppo, non si faranno mai.

Restiamo in attesa di buone notizie su primarie della nostra area civico-liberale, riformista, immoderata, da Montezemolo a Giannino. Ci pare difficile costruire qualcosa di veramente popolare e liberale, senza dare la parola al popolo dei liberali.

A proposito di popolo, i nostri amici democratici, insieme a - lo speriamo - tantissimi elettori indipendenti o anche solo curiosi di partecipare a una bella competizione politica, votano domenica prossima nelle uniche primarie che ci sono davvero, quelle dell'area di centrosinistra. Votare è meno difficile di quello che si dice...




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