Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 5 novembre 2012

Diciannove poveri cristi

La magistratura del lavoro, i sindacati, i tecnocrati, i burocrati, i politici in Italia sono sicuramente spesso insopportabili, prigionieri di vecchi schemi consunti. Tuttavia, la messa in mobilità di diciannove poveri cristi, in rappresaglia contro il reintegro forzato di diciannove iscritti FIOM, mi sembra davvero la risposta meno adeguata ai tempi che stiamo vivendo.
Uno schiaffo in faccia alla miseria e un atto di disprezzo da parte di chi è forte con i deboli... E debole con i forti?
E' stata una alzata di testa inopportuna, da parte di una azienda che ha avuto così tanto dalla politica e dai contribuenti; che viene ancora oggi corteggiata e protetta; che è piena - come tutte le grandi organizzazioni burocratiche del nostro tempo - di tanta media-alta dirigenza con stipendi fuori mercato e fuori controllo; che ha ancora tanta strada da fare sulla strada del taglio dei propri sprechi interni, dell'innovazione di processo e di prodotto, dei necessari investimenti per il futuro.Una mossa sbagliata, sulla quale siamo in attesa di un passo indietro da parte della FIAT.

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