Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 14 marzo 2011

Paura nucleare

C'è poco da scandalizzarsi o da recriminare: i terribili incidenti di Fukushima pietrificheranno l'estrema diffidenza dell'opinione pubblica italiana contro le centrali nucleari.

D'altra parte, come ricorda Phastidio.Net, chi ci ha mai veramente creduto che l'attuale classe politica potesse condurre in porto una opera pubblica così impegnativa come la costruzione di una nuova centrale nucleare?

L'attuale governo non ha risposte per nessuna delle domande serie che ci poniamo sul nucleare da quasi venticinque anni. Neppure le cerca, forse pensando non a torto che, quando i nodi dovessero arrivare al pettine, diciamo una decina d'anni dopo l'apertura di eventuali cantieri, lorsignori comunque non ci sarebbero più.

Nessun territorio, nessun gruppo di imprenditori, nessun comitato scientifico sta rischiando risorse e capitali propri, per arrivare a un progetto finalmente credibile, con costi e date certe, capace di raccogliere un reale consenso popolare, attorno a una opera pubblica che potrebbe anche essere, in teoria, un investimento lungimirante. Una infrastruttura che ci potrebbe invece essere utile, per diversificare le nostre fonti di approvvigionamento energetico nel tempo, non sappiamo quanto lungo, che ci sarà necessario per uscire dall'attuale pressoché totale dipendenza dalle fonti energetiche fossili.

Invece si fermerà ancora una volta tutto e forse è giusto così. Fare il nucleare con i soldi degli altri, sul terreno degli altri, ipotecando la vita delle generazioni future, forse sarebbe davvero troppo, anche per l'Italia dei tempi del declino di Berlusconi.

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