Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 28 agosto 2014

Direzione infruttino


Abbiamo fiducia nelle iniziative straordinarie della BCE di Mario Draghi. Riteniamo utili le iniziative europee per allentare l'austerità, come le iniziative del bravo Gianni Pittella. Appoggiamo le riforme di Renzi, che nel medio-lungo termine faranno senz'altro diminuire le spese e quindi anche le tasse.
Tuttavia, in questi ultimi giorni di agosto, la novità più promettente ci è arrivata attraverso una trasmissione di archivio di Radio Radicale. Si tratta dello studio di una possibile emissione, da parte della repubblica, di «certificati di credito di imposta», secondo un'intelligente proposta dell'on. Girolamo Pisano (Cinque Stelle).
E' una proposta che va nella direzione di quanto sostengono politici come Michele Emiliano, o di quanto hanno scritto Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi nel loro libro «La soluzione per l'euro - 200 miliardi per rimettere in moto l'economia italiana» (Ed. Hoepli).
Queste proposte si situano nello stesso filone che, si parva licet, abbiamo deciso di sostenere in questo blog e nei nostri studi di geopolitica.
In estrema sintesi: l'Euro va bene, ma non basta; per fare giustizia sociale, per rafforzare l'economia locale di ciascun territorio, occorre creare strumenti locali di scambio.
Aggiuntivi, non sostitutivi delle valute forti, convertibili, internazionali, come l'Euro.
Per la repubblica italiana nel suo insieme servono infruttini e altri strumenti per creare liquidità senza aumentare il peso degli interessi sul debito pubblico.
Per i diversi territori vorremmo che si osasse ancora di più, che si arrivasse a creare modalità innovative per consentire lo scambio diretto di lavoro, beni e servizi, fra imprese e famiglie locali.
Questo discorso è, ovviamente, solo l'inizio di un cammino.
Non di un dibattito, ma di un processo di cambiamento.

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