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venerdì 13 giugno 2014

Renzi contro la burocrazia: qualcosa di buono c'è

Prime frammentarie notizie sul tentativo del governo Renzi di modificare lo status quo dei ministeri centrali, delle prefetture, delle pubbliche amministrazioni.
Ci sono alcune cose che sembrano più specchietti per le allodole, che riforme.
Ci sono delle ingenuità, delle omissioni, delle "rivendite" di cose che sono nelle norme da anni - inattuate e tutto lascia pensare che lo resteranno a lungo.
Ci sarà sicuramente anche qualcosa di sbagliato - i pasticci li vedremo solo nei dettagli nascosti nei testi.
Dobbiamo dare atto al governo Renzi, però, di avere fatto un passo verso la limitazione i privilegi degli alti dirigenti, l'abolizione delle prefetture, lo snellimento del rapporto fra cittadino e amministrazioni.
Gli dobbiamo anche, come attenuante, il riconoscimento del fatto che sarà sicuramente sotto attacco da parte delle sue stesse strutture tecniche. Sono convinto che contro Renzi sia già in corso una ribellione silenziosa e viscida, da parte dei burocrati centrali di palazzo Chigi e degli altri centri ministeriali di potere.
Gli alti papaveri dello stato centrale dissemineranno il cammino del governo di bucce di banane, perché scivoli e, possibilmente, si faccia anche male.
La ministra Maria Anna Madia - una raccomandata di ferro del giro dei Napolitano-Letta - non è un campione di simpatia e di chiarezza, ma ha, pure lei, detto qualcosa di importante stasera in tivù: basta nuove leggi! Basta con l'affastellarsi di nuove norme. Ci servono amministrazioni che agiscano autonomamente e responsabilmente, regolate da poche, chiare, leggibili leggi. Le riforme le devono diminuire le leggi, non aumentarle.
In conclusione, non mi piace tutto e - anche come lavoratore dell'amministrazione digitale - dirò qualcosa di più specifico - e di più critico - prossimamente.
Però, per stasera, sinceramente, auguri.

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