Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 4 giugno 2014

La natura criminogena delle grandi opere

Ha ragione Massimo Cacciari, sull'inutilità, sulla pericolosità, sulla natura criminogena delle grandi opere, in particolare quelle portate avanti in emergenza, con scadenze "inderogabili", con tempi "contingentati".
Aggiungo, come aggravante, la particolare forza corruttiva delle grandi spese decise centralmente da governi lontani e incontrollabili, sostenute da un mainstream mediatico conformista se non addirittura prezzolato, da elite internazionali parassite che vivono di denaro pubblico nelle grandi capitali.
Ogni volta che qualcuno, dall'alto, da altrove, da Roma, da Arcore, da Bruxelles, da Washington, decide che avevamo bisogno di tav, di "mose", di F35, di basi militari, di Expo, asfaltando la volontà popolare delle comunità locali sovrane, ne esce un disastro o, nel migliore dei casi, l'ennesima costosissima cattedrale nel deserto.
Non è solo l'intrinsico centralismo - e fascismo - della nostra repubblica, a fare dell'Italia uno dei paesi più corrotti del mondo, ma di certo la concentrazione di potere e denaro che tuttora continuiamo a consentire nelle mani di pochissimi - di una elite romano-milanese ristrettissima - mette il turbo al malaffare.
La nostra battaglia federalista, per la sovranità dei cittadini contribuenti nelle loro comunità locali, è, anche da questo punto di vista, sempre più necessaria.
Non è solo una battaglia per la legalità, per il liberalismo, per il federalismo.
E' una battaglia per la vita.
O la grande criminalità organizzata, o la povera gente.
O loro, o noi.



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