Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 20 settembre 2013

Dalla parte delle vittime, senza vittimismo

Il contrasto fra l'apertura spirituale del vescovo di Roma alle donne, ai gay, ai divorziati, e l'angustia politica della moribonda repubblica italiana, oggi, in questo anniversario ultra-laico del XX settembre, ci è parso particolarmente stridente.
Tuttavia, a vestali e soloni che strillano contro il compromesso faticosamente raggiunto alla camera dei deputati, grazie in particolare al tenace impegno di Ivan Scalfarotto, sull'estensione della legge Mancino alle violenze omofobe e transofobe, consiglierei un pochino di moderazione e, forse, una maggiore onestà intellettuale che invece vedo scarseggiare.
Con l'eccesso di vittimismo - e di strumentalizzazione propagandistica - ci si allontana dalla vita e, temo, si perde di vista il fatto che le vittime hanno bisogno di cambiamenti, anche se questi sono piccoli, non di chiacchiere.
Continuerò a mettercela tutta per convincere altre persone - soprattutto i miei fratelli e le mie sorelle queer - ad abbandonare i pregiudizi e a smettere di crogiolarsi nell'impotenza sterile della solita vecchia sinistra sinistrata.
In difesa delle vittime, vale la pena di prendere le distanze dal vittimismo.


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