Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 14 aprile 2013

Un comune più grande serve a chi è più periferico


Ho rilanciato ieri, grazie all'ospitalità del sito Tirreno Elba News, un concetto che ritengo importante per capire l'importanza dell'unificazione dei piccoli comuni in amministrazioni unitarie più forti e più vaste: una comunità più ampia, che sappia valorizzare ciascuno dei suoi borghi, tutte le sue frazioni e località, serve proprio a chi è più periferico. Molto più a chi è più periferico, che a chi già oggi vive in un capoluogo. Ne ho approfittato per riproporre il tema dei borgomastri, che ritengo uno dei capisaldi dei miei studi ormai quindicennali sulla riforma borghese. L'intervento ha suscitato qualche reazione, cosa che fa sempre piacere. D'altra parte la questione è importante. Gli Elbani sono davanti a una scelta storica. Buona lettura.


* * *

A distanza di due anni e mezzo, pubblichiamo anche qui il testo integrale dell'intervento (NdA, 2 ottobre 2015)



Pisa - Firenze - Portoferraio, venerdì 12 aprile 2013

Un comune unico serve a chi è periferico

Un intervento a favore del sì all'unificazione nel referendum del 21-22 aprile 2013


di Mauro Vaiani *


Domenica 21 e lunedì 22 aprile prossimi le cittadine e i cittadini sovrani dell'Elba potrebbero prendere la storica decisione di unire i loro otto comuni. Vogliamo incoraggiarli a votare sì, non solo per i risparmi, che ci saranno. Non solo per la maggior forza politica del nuovo ente unitario, che ci sarà. Non solo perché unire i propri comuni è uno sforzo coraggioso, in questa repubblica moribonda dove nessuno vuole mai cambiare niente.
A queste buone ragioni, vogliamo aggiungere l'appello a chi vive non nei capoluoghi degli attuali otto comuni, ma a chi rispetto ad essi è marginale.
Non è nel centro di Portoferraio, che si capisce di più il bisogno di una amministrazione con una visione più ampia, ma nelle periferie trascurate, nelle frazioni che, nei decenni di uno sviluppo non sempre assennato, hanno perso bellezza e identità.
A Campo nell'Elba, a Capoliveri, a Rio Marina, a Rio nell'Elba, a Marciana, sono gli abitanti dei borghi secondari e delle frazioni, ad aver bisogno di una amministrazione diversa, non solo più forte. E anche i due comuni più piccoli, che sono raccolti attorno al loro unico borgo-capoluogo, Porto Azzurro e Marciana Marina, hanno tanti residenti e tante attività economiche che stanno rischiando la marginalità geografica ed economica.
Il comune unico potrà essere una comunità più forte, quindi più capace di valorizzare non solo gli otto capoluoghi, ma tutte le quindici parrocchie e anche altre località.
Ovviamente il nuovo comune avrà gli organi previsti dalla legge, ma noi crediamo che nello statuto del nuovo comune ci dovrà essere qualcosa di più. Proponiamo che ciascun borgo - ripetiamo, tutti i borghi, non solo agli otto capoluoghi - elegga direttamente un proprio borgomastro, una persona che - a puro titolo di volontariato civico – rappresenti la propria comunità presso la nuova amministrazione unitaria.
Una figura non partitica ma civica, su cui i futuri sindaci dell'Elba e le loro amministrazioni possano contare, come garanti del fatto che ciascun borgo, ciascun angolo dell'isola, abbiano una piazza più bella, il proprio vigile urbano, decoro, manutenzione, servizi più intelligentemente distribuiti.


* Mauro Vaiani - mauro.vaiani@sp.unipi.it - è dottorando di Geopolitica all'Università di Pisa, nella scuola presieduta dal prof. Maurizio Vernassa. E' il blogger di http://diversotoscana.blogspot.com.


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