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mercoledì 3 aprile 2013

I Democratici toscani si mettono in gioco per la riforma


Il 28 marzo scorso, il Giovedì santo, i Democratici della Toscana, con una conferenza stampa congiunta del loro ex capogruppo regionale e oggi assessore, Vittorio Bugli, dell'attuale presidente dei consiglieri PD in regione, Marco Ruggeri, e del loro segretario regionale, Andrea Manciulli, hanno confermato il loro impegno per la riforma elettorale regionale.
E' una ottima notizia e ottimo è stato anche l'impegno preciso sui tempi, che è stato assunto davanti all'opinione pubblica toscana: il PD toscano presenterà la propria proposta in autunno, quando il parlamento toscano dovrà votare la nuova legge elettorale, abolendo le attuali liste bloccate. Dopo tanti annunci, questi sono tempi verificabili e ineludibili.
Sono state anche annunciate, a partire da maggio, assemblee in tutta la regione per consentire ai militanti di esprimere il loro orientamento su due diverse soluzioni: i collegi uninominali con primarie; oppure il ritorno delle vecchie preferenze.
Iniziativa lodevole, a cui chiederemo di poter contribuire, che speriamo sia notevolmente partecipata, che tuttavia contiene un punto critico.
Con questa formula il partito segnala una debolezza, il suo non esser stato capace di mostrarsi unito attorno alla propria vocazione maggioritaria e alla scelta storica in favore dei collegi uninominali e delle primarie.
In un dibattito vitale su come saranno selezionati i leader del futuro, invece, l'opinione pubblica della Toscana avrebbe il diritto di essere informata al più presto su come veramente la pensano gli attuali leader della più importante forza politica della nostra terra.
Si corre, temiamo, il rischio di atteggiamenti pilateschi e, per di più, presentando primarie e preferenze come se fossero interscambiabili, si rivela una sottovalutazione dello spessore culturale e politico del tema, che non è davvero rassicurante.



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