Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 1 agosto 2011

Sanzionare l'odio, la strada giusta

In Parlamento, dopo la ripetuta bocciatura dei tentativi di introdurre delle aggravanti per sanzionare più pesantemente chi commette reati contro persone queer, si torna a discutere di omofobia e transfobia. Stavolta nel modo che ci è sempre parso quello più semplice e quindi più forte: l'estensione della Legge Mancino. Dobbiamo per questo rinnovato tentativo dire grazie, per la loro testardaggine e per la loro costanza, che sono grandi doti in politica, ad Antonio Di Pietro e, una volta di più, al vecchio saggio del movimento gay italiano, Franco Grillini.

Insultare, importunare, picchiare, sono già reati. Introdurre una aggravante a carico di coloro che commettono violenze, se queste violenze sono contro persone gay, lesbiche o trans, avrebbe condotto a più di un problema, giuridicamente parlando. Indagare e rendere evidenti in una aula giudiziaria le ragioni interiori di una violenza, non solo non sarebbe stato mai semplice, ma spesso sarebbe stato inopportuno. Avrebbe solo allungato e inquinato i processi, causando quindi ulteriore ingiustizia verso le vittime, le quali hanno invece diritto, anche, a una conclusione rapida dei processi contro i propri carnefici.

Noi persone queer possiamo subire violenze nella nostra vita, esattamente come ogni altro cittadino. Non abbiamo mai chiesto una protezione diversa da quella a cui ha diritto ogni altro cittadino. Le aggravanti contro chi si accanisce contro chi è fisicamente o mentalmente più debole, inoltre, se necessarie, esistono già.

Ciò che ci è sempre interessato è che si sanzionasse l'odio ideologico, individuale o di gruppo, occasionale od organizzato, contro i gay, le lesbiche, le trans, i diversi, il nostro mondo queer. Una sanzione che, è vero, esiste già, implicitamente, nel nostro ordinamento, grazie ai principi internazionali e costituzionali a cui si ispira, e grazie alla Legge Mancino. Ci serviva però un passo in più, con un alto valore simbolico, educativo, non solo giuridico: accanto alle parole che puniscono l'antisemitismo, l'odio religioso, il disprezzo razzista per gli stranieri, abbiamo chiesto e chiederemo sempre, con forza, che compaiano anche le parole "omofobia" e "transfobia".

E' la strada giusta. Andiamo avanti, verso la modifica della Legge Mancino!

Segnaliamo, su questo argomento, un buon articolo apparso su Gay.it su questa piccola ma feconda svolta estiva: verso l'allargamento della Legge Mancino ai reati di odio causati da omofobia e transfobia.

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