Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 12 marzo 2014

In nome della povera gente

Della conferenza stampa di oggi del presidente Renzi e dei suoi ministri non mi è piaciuto tutto, sia chiaro, ma alcune cose sì, tanto.
Mi è piaciuta questa promessa precisa di equità: a 10 milioni di lavoratori impoveriti, con reddito inferiore a 25.000 Euro lordi l'anno, si restituiscono 1.000 (mille) euro a testa. E questo senza aumentare la spesa pubblica, ma solo attraverso tagli. Un segnale importante, in nome della povera gente - una bella citazione lapiriana - come ha detto lo stesso Matteo Renzi.
Ho già letto critiche feroci, come quella del mio amico Mario Seminerio. So che questa promessa sarà difficile da mantenere, ma confesso che ho sentito che parlava anche in nome mio - io, come lavoratore, sono esattamente dentro la fascia che, il prossimo 27 maggio, dovrebbe ricevere la restituzione delle esagerate tasse sul reddito - quelle che pago da oltre trent'anni.
Mi è piaciuto, e parecchio, che si siano ricordati della necessità di abolire anche il CNEL. Pare una cosa piccola, ma è il segno che la volontà di cambiare lo status quo è netta.
Difetti Matteo Renzi e i suoi ne rivelano continuamente, man mano che sono maggiormente coinvolti in un lavoro difficilissimo, dove hanno fallito persone ben più preparate e corazzate di loro. Ma quanto mi piace il silenzio operoso di parecchi di loro e quanto mi è piaciuto il suo impegno, da vero leader: o ce la fa a riformare il bicameralismo perfetto, o se ne va. O si riforma il senato, oppure finisce non questa legislatura, ma il suo impegno politico nazionale.
Bravi, bravo.





Post più popolari di sempre