Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 4 luglio 2013

Via le province, ma dalla Costituzione

Non occorreva essere geni, per capire che il goffo tentativo di dimezzare per legge ordinaria le province, con tutto il chiacchiericcio inutile che ne è seguito, sarebbe finito sotto la mannaia della corte costituzionale. Bastava avere studiato - e qualcuno per fortuna in Italia una volta lo ha fatto - un pochino di diritto costituzionale.
Le province vanno cancellate prima di tutto dalla Costituzione e poi ciascuna regione, sentendo le popolazioni interessate, deciderà il da farsi.
Alcune grandi regioni potrebbero tenersele come associazioni intercomunali, come ha fatto la Sicilia.
Alcune grandi province storiche, come Bergamo e Brescia, potrebbero decidere di diventare piccole regioni autonome.
In Toscana, a mio modesto parere, dobbiamo e possiamo abolirle e basta, anche grazie al nostro salutare processo di unificazione dei comuni, una piccola ma seria rivoluzione dal basso che sta avendo luogo nella nostra terra. Una Toscana con poche decine di grandi comuni, non avrà mai più di province, ne' di altri artificiali e costosi enti intermedi.
Nel frattempo il governo centrale potrebbe però fare molto, iniziando ad abolire prefetture, questure, sovrintendenze, intendenze e tantissimi altri palazzi di potere, che sono presenti in ciascuna circoscrizione provinciale. Pensate che verrà fatto? No, certo!
Le caste sono bravissime nel far litigare i loro polli sulle cose impossibili, improprie, o inutili, mentre li continuano a tenere in batteria, sicure che non si metta mai in discussione lo status quo.






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