Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso

domenica 20 marzo 2011

Aiutare gli insorti

Da ieri sera, sabato 19 marzo 2011, insieme a un pugno di alleati occidentali e arabi, siamo in guerra contro il governo della Jamahiriya, il regime di Gheddafi.

Nella babele delle opinioni, nella miopia delle caste, nella costosa inutilità delle organizzazioni internazionali, nella crisi spirituale e culturale che mina, pericolosamente, i fondamenti del diritto internazionale, resta almeno una provvisoria certezza: aiutare gli insorti è nostro diritto, forse anche nostro dovere.

E' rischioso, tanto, ma giusto scommettere sull'insurrezione della Cirenaica. E' possibile sperare che, almeno lì, possa nascere una nuova repubblica, un altro fiore di questa straordinaria primavera araba del 2011.

mercoledì 16 marzo 2011

Ogn'uomo di Ferruccio ha il cuore



 

Questo giovedì 17 marzo 2011, 150° anniversario dell'unificazione italiana, richiederà tanta capacità di riflessione, comprensione, senso critico, ma spero che sia, comunque, una giornata serena per tutti i popoli, le comunità, le famiglie che vivono nella Repubblica italiana.

Partecipo a modo mio, sottolineando il verso per me più bello, più toscano, dell'inno di Mameli:

Ogn'uomo di Ferruccio
Ha il cuore, ha la mano

Mameli, che nell'inno racconta secoli di lotta contro le invasioni straniere, si riferisce qui a Francesco Ferrucci, il protagonista della resistenza anti-imperiale e anti-medìcea della Repubblica di Firenze.

Ferruccio, il nostro eroe della libertà toscana, è anche quello che, dopo esser stato ferito a morte, nel 1530, nella battaglia di Gavinana, da Fabrizio Maramaldo, capitano imperiale, gli si rivolse con le celebri parole "Vile, tu uccidi un uomo morto"

Non c'è altra Italia che quella dell'inno di Mameli: una famiglia di popoli e città innamorati della propria libertà, un grande ideale repubblicano che attraversa i secoli, una grande speranza federalista, cioè di unità e pace fra tutti i popoli. Viva l'Italia, ma quella vera, però! 



Fonti:
http://www.radiomarconi.com/marconi/mameli.html (acceduto mercoledì 16 marzo 2011)

Rileggi anche:
Chi è questa schiava di Roma
C'è anche una questione toscana

lunedì 14 marzo 2011

Paura nucleare

C'è poco da scandalizzarsi o da recriminare: i terribili incidenti di Fukushima pietrificheranno l'estrema diffidenza dell'opinione pubblica italiana contro le centrali nucleari.

D'altra parte, come ricorda Phastidio.Net, chi ci ha mai veramente creduto che l'attuale classe politica potesse condurre in porto una opera pubblica così impegnativa come la costruzione di una nuova centrale nucleare?

L'attuale governo non ha risposte per nessuna delle domande serie che ci poniamo sul nucleare da quasi venticinque anni. Neppure le cerca, forse pensando non a torto che, quando i nodi dovessero arrivare al pettine, diciamo una decina d'anni dopo l'apertura di eventuali cantieri, lorsignori comunque non ci sarebbero più.

Nessun territorio, nessun gruppo di imprenditori, nessun comitato scientifico sta rischiando risorse e capitali propri, per arrivare a un progetto finalmente credibile, con costi e date certe, capace di raccogliere un reale consenso popolare, attorno a una opera pubblica che potrebbe anche essere, in teoria, un investimento lungimirante. Una infrastruttura che ci potrebbe invece essere utile, per diversificare le nostre fonti di approvvigionamento energetico nel tempo, non sappiamo quanto lungo, che ci sarà necessario per uscire dall'attuale pressoché totale dipendenza dalle fonti energetiche fossili.

Invece si fermerà ancora una volta tutto e forse è giusto così. Fare il nucleare con i soldi degli altri, sul terreno degli altri, ipotecando la vita delle generazioni future, forse sarebbe davvero troppo, anche per l'Italia dei tempi del declino di Berlusconi.

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