Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
domenica 25 giugno 2006
Montezemolo 2006
La libertà di lavorare e la Costituzione toccabile
(Firenze-Grosseto, domenica 25 giugno 2006)
Libertà di lavorare e necessità di profonde riforme - Luca Cordero di Montezemolo lancia il sasso e poi nasconde la mano
(Un commento di Mauro Vaiani)
Nel suo intervento all'assemblea di Confindustria di ieri, giovedì 25 maggio 2006, il presidente Luca Cordero di Montezemolo espone alcune ovvietà: la politica in Italia costa troppo e costa troppo aprire una nuova azienda.
Non propone alcuna soluzione, a parte la solita battuta superficiale, "da bar", contro il proliferare delle province.
In Italia vige la dittatura dello status quo, che impedisce la riduzione delle burocrazie, che frena il lavoro e le libertà economiche, che definisce "intoccabile" la Costituzione e si prepara a bocciare, il prossimo 25 giugno, l'unica vera riforma costituzionale che sia giunta in porto in sessant'anni di storia repubblicana.
Contro questa dittatura è naufragato persino Silvio Berlusconi, un uomo straordinariamente concreto e operoso e, insieme, assolutamente eccezionale e carismatico.
La Confindustria sul prossimo referendum che si prepara a dire o a fare? Non dà nessuna indicazione? Non si rende conto, proprio a partire dagli umori profondi della gente che lavora e rischia in proprio, quanto sono grandi i pericoli di una bocciatura della riforma? Di quanto sia minacciosa la dittatura dello status quo?
Confronta: http://lanazione.quotidiano.net/art/2006/05/26/5417074
Fonte: http://www.alessandroantichi.org/content/view/131/
lunedì 29 maggio 2006
Partito toscano della libertà
Con Antichi e il suo staff, abbiamo portato avanti questa suggestione, con fantasia e non senza audacia.
Il nostro ragionamento era senz'altro collegato al dibattito politico nazionale sul partito "unitario" del centrodestra, ma, a ben vedere, la nostra idea di una alternativa civico-liberale, libertaria e federalista, popolana e libertina, per la Toscana, andava ben oltre.
Volevamo raccordarci con il popolarismo europeo, ma sentivamo la necessità di contaminarci anche con altre esperienze europee, come quella dell'olandese libertario Pim Fortuyn, o dei conservatori euroscettici, con l'ampio spettro degli autonomisti e federalisti europei, con l'ambientalismo e gli altri movimenti trasversali alle vecchie e consunte divisioni fra destra e sinistra.
Poco più di un anno dopo, per Antichi scrissi uno statement ambizioso, sempre su questo tema. Ecco un frammento:
Martedì 21 agosto 2007
Verso il Partito toscano della libertà
Noi crediamo nel bipartitismo come necessario compimento del maggioritario, nell'autogoverno della Toscana come tassello essenziale della trasformazione federale dell'Italia e dell'Europa, nelle tradizioni e nelle libertà che sono rappresentate dalla nostra alternativa civica e liberale.
Per queste nostre convinzioni, ci consideriamo fra i fondatori e parte promuovente e costituente dell'ormai prossimo Partito toscano della libertà, federato e coordinato con il percorso politico che porterà alla nascita di un Partito della libertà per tutta la Repubblica Italiana.
Fonte: http://www.alessandroantichi.org/content/view/55/
Quando pochi mesi dopo arrivò la svolta del Predellino, avemmo conferma dell'energia che Berlusconi ancora conservava. Come ogni vero leader, aveva colto il momento giusto per fare ciò che il suo popolo da tempo chiedeva. In noi si accesero molte speranze, ovviamente, e fu con un certo orgoglio che rivendicammo una nostra preveggenza:
Lunedì 19 novembre 2007
Avanti, verso il partito toscano della libertà
Il popolo delle libertà aveva già deciso. Silvio Berlusconi, come sempre schietto interprete della volontà popolare, ha infine rotto gli indugi.
Questa accelerazione politica nazionale premia chi, come noi, aveva già scommesso sulla costruzione, da subito e dal basso, dell'unico partito "unitario" possibile: il partito dei cittadini, governato dagli elettori della nostra area civico-liberale.
La nostra storica scelta di promuovere il "partito toscano della libertà", in ogni singolo comune della Toscana, a partire dai più piccoli, dove peraltro la stessa legge elettorale favorisce un naturale bipartitismo, si coordinerà con la trasformazione avviata a livello nazionale.
Nella fase costituente nazionale porteremo le nostre idee sulla sovranità degli elettori, le primarie e la partecipazione dei cittadini, il raccordo con i movimenti civici, l'autonomia dei territori e la struttura federale del nuovo partito.
Questo grande cambiamento, che è particolarmente necessario qui in Toscana, dove manca quasi ovunque la "benedizione dell'alternanza", ci ha trovato pronti. Anzi, ancora una volta, ne siamo stati pionieri.
Fonte: http://www.alessandroantichi.org/content/view/965/
Dalle delusioni ricevute dall'alto e da altrove, infine, è sgorgata oggi l'energia necessaria per continuare nel nostro progetto originario di "partito toscano della libertà". Faremo da soli, stavolta. Noi quattro gatti toscani che seguiamo questo blog non abbiamo più bisogno di Berlusconi, tanto meno di Matteoli o di Verdini. Non sappiamo se sapremo fare meglio, ma a sbagliare saremo senz'altro capaci anche da soli.
(Nota dell'A., vigilia del 21 dicembre 2010, memoria di Ugo di Toscana)
sabato 6 maggio 2006
Archivio - Una linea politica per Forza Italia Toscana, la nostra
Riproduco qui un mio intervento del 2006. E' rappresentativo del contributo che ho personalmente dato, negli ultimi anni, alla formazione di una linea politica credibile per una nuova area civico-liberale toscana, una realtà che è andata ben oltre il vecchio e angusto centrodestra e che, perdonatemi la presunzione, credo sopravviverà alla fine del ciclo politico di figure come Denis Verdini, Altero Matteoli, Silvio Berlusconi (Nota dell'A., mercoledì 8 dicembre 2010).
Forza Italia Toscana
XV Consiglio regionale, aperto agli iscritti
Sabato 6 maggio 2006
Firenze, Palazzo dei Congressi
Intervento di Mauro Vaiani, lo sherpa del sito http://www.alessandroantichi.org e collaboratore del portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano, Alessandro Antichi
Il testo integrale
Grazie a Berlusconi siamo tornati ai risultati del 2001 o a quelli di Altero Matteoli. Quasi dappertutto in Toscana è un 60% per la continuità e un 40% per una speranza di alternativa. Non riusciamo a schiodarci da qui. E' l'autunno del partito-stato... E' l'inverno... O siamo ancora in piena era glaciale politica?
Cosa possiamo fare, per guadagnarci il consenso che senza Berlusconi non ci sognamo nemmeno? Anzi, addirittura, cosa possiamo fare più di Berlusconi? Occorre qualcosa in più...
Fonte:
http://www.alessandroantichi.org/content/view/159/
(acceduto il 7/12/2010)
Post più popolari degli ultimi 30 giorni
-
Su La Stampa di ieri, 7 ottobre 2026 e terzo anniversario della terrificante guerra scatenata da Hamas contro Israele, Fabiana Magrì ha in...
-
Il 19 ottobre 2026 l'Alberta, una provincia del Canada, ha tenuto dei referendum consultivi. Uno dei quesiti chiedeva al governo prov...
-
La politica somiglia sempre più a un deserto che molti s'illudono di attraversare da soli. Il mondo delle autonomie e dei civismi inve...
-
Solo due comuni del Casentino, dei tredici che sono stati consultati nel referendum di domenica , hanno votato in favore dell'unificaz...
-
Sono tornato nella zona di Sassoscritto a Livorno, al tramonto, dopo il lavoro, in questi giorni che sono ancora a Pisa. Ho ritrovato una st...
-
Yes, this is a full and faithful transcript of the speech Lady Gaga gave in Rome at Europride. The text has been revised with the precious ...
-
Foto da: http://www.soprattutto.co/2013/02/20/attualita/politica-interna/amnistia-per-la-repubblica/ Sono passati ben cinque anni dal ...
-
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Mauro Vaiani (nella foto con Lorena Lopez, presidente di EFA, la famiglia politica europe...
-
In un comunicato stampa diffuso oggi Mauro Vaiani (segretario di Autonomie e Ambiente, nella foto) sostiene che le autonomie stanno finalm...
-
Più ascoltiamo i politici nazionalisti e centralisti, che dominano i media, più siamo convinti che il mondo delle autonomie possa fermarli. ...
