Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso

venerdì 5 maggio 2023

Daniele Matteini per Capalle e per Campi

 

Abbiamo incontrato e ascoltato Daniele Matteini ieri sera, 4 maggio 2023, a Capalle, durante un'assemblea pubblica per le elezioni amministrative del 14 maggio 2023 per il rinnovo del consiglio comunale di Campi Bisenzio. Eravamo nei locali dell'antico circolo a cui in tanti siamo affezionati, il vecchio "Garden on the River".

Daniele Matteini è uno dei candidati di punta della lista civica Fare Città, che da ormai una decina d'anni si sta impegnando contro grandi progetti sbagliati come il nuovo aeroporto di Firenze e contro un ipotizzato e totalmente insensato tracciato di tramvia. 

Matteini è stato consigliere comunale diligente e impegnato sul fronte della buona amministrazione quotidiana. Fare Città fa parte della coalizione che sostiene il giovane e competente candidato sindaco Andrea Tagliaferri.

Non giriamoci attorno, non perdiamoci in dettagli, andiamo al sodo: Fare Città deve crescere, insieme a tutte le altre liste della sua coalizione; Daniele Matteini deve essere eletto; tutta la comunità di Capalle, insieme al resto del comune di Campi Bisenzio, deve stringersi attorno a questa iniziativa civica.

Altrimenti i poteri forti che vogliono l'aeroporto non molleranno l'osso. Sia chiaro che PD, centristi, destra su questo non sono affidabili. I capi fiorentini di tutte e tre gli schieramenti sono subalterni ai padroni del ferro e del cemento, a coloro che vogliono a tutti i costi l'apertura del cantiere del nuovo aeroporto (e molte altre cose sbagliate, di cui abbiamo parlato spesso anche su questo blog).

Come hanno scritto gli esponenti del miglior civismo ambientalista di OraToscana: qualsiasi potenziamento dell'aeroporto di Firenze sarebbe come una pioggia di meteoriti, la fine di ciò che resta della qualità della vita degli abitanti di Capalle, del comune di Campi Bisenzio, di gran parte della Piana, da Firenze a Prato e fino a Pistoia, già oggi la più inquinata e congestionata della Toscana.

Per conoscere meglio Daniele Matteini:

https://www.facebook.com/matteini.daniele

Per conoscere meglio Fare Città:

https://www.farecittacampi.it/

 

 


domenica 30 aprile 2023

Trent'anni di World Wide Web

 

I trent'anni della messa a disposizione di tutti, liberamente, del World Wide Web, sono stati ricordati oggi dalla rubrica "Media e dintorni" di Emilio Targia ed Edoardo Fleischner, su Radio Radicale.

Il 30 aprile 1993 il CERN dichiara il proprio rivoluzionario ipertesto software libero open source, riutilizzabile da tutti. Dopo questa dichiarazione iniziò la crescita esponenziale dei siti web. Oggi almeno due terzi dell'umanità è interconnessa e li consulta quoditianamente.

Cambiò tutto.

Chi scrive si laureò in Scienze Politiche all'Alfieri di Firenze nel 1994. Era già molto informatizzato, per i tempi, ma per la tesi lavorò su veri, vecchi, polverosi libri nelle biblioteche e su fotocopie di articoli e testi nella propria stanzina. Quando anni dopo, nel 2013, depositò la sua tesi di dottorato, Disintegration As Hope, aveva ancora girato le biblioteche, per esempio alla ricerca di vecchi testi di Karl W. Deutsch che erano stati dimenticati, ma migliaia di testi e articoli erano diventati consultabili attraverso la rete. Dieci anni dopo, mentre stiamo scrivendo, la quantità di studi che sono consultabili online, in rete, ha continuato a crescere vorticosamente.

Cambiò totalmente la cultura, per prima, e cambiò tutto il resto.

Non ci siamo ancora totalmente resi conto di quanto le cose stiano cambiando in positivo (come aveva del resto previsto Karl Deutsch).

Certo, il World Wide Web è come l'energia nucleare. E' una bomba della conoscenza, che va maneggiata con responsabilità. Ha avuto, però, sin dall'inizio un vantaggio intrinseco rispetto a molte altre tecnologie: è stato concepito come uno strumento distribuito, è stato immediatamente reso disponibile gratuitamente, è replicabile con mezzi poco costosi praticamente da tutti, comprese le persone e le comunità marginali, dissidenti, magari perseguitate.

Non possiamo purtroppo dire altrettanto di tante altre tecnologie del mondo digitale: concentrazione di banche dati (big data), predizione-induzione dei comportamenti e dei consumi, sorveglianza universale, creazione di realtà virtuali (quelle che oggi sono chiamate metaversi). Sono tutte tecnologie in tumultuoso sviluppo, maneggiabili attraverso sempre più sofisticate intelligenze artificiali.

Serve la politica, per sancire la necessità di decentramento, soluzioni e tecnologie aperte e disponibili a tutti (open source), vietare i brevetti, limitare o anche spezzare i monopoli tecnologici, mantenere la neutralità della rete, proteggere le persone e la loro creatività, imporre la sobrietà elettromagnetica.

Il Cosmonauta Francesco ha lanciato un importante caveat in proposito, senza fare terrorismo, ma anzi immaginando sentieri di speranza. Non ignoriamolo.


lunedì 24 aprile 2023

Un affettuoso ricordo di Sergio Salvi, pioniere di autogoverno

 

Abbiamo saputo oggi pomeriggio, 24 aprile 2023, della scomparsa di Sergio Salvi, avvenuta ieri, domenica 23 aprile.

E' stato uno scrittore colto, prolifico e visionario di autogoverno, a partire dai diritti dei popoli senza stato, fino al sostegno degli autonomismi in tutte le possibili declinazioni.

Della sua cultura, del suo lavoro per il Comune di Firenze, del suo impegno autonomista pionieristico ai tempi delle liste Federalismo alla fine degli anni '70, dei suoi libri, troverete notizie nella sua pagina Wikipedia e nel commosso commiato che gli ha dedicato la famiglia di Autonomie e Ambiente.

Qui mi prendo il privilegio di un affettuoso ricordo personale.

Ci conoscevamo da tanto tempo, per il comune interesse per le autonomie, ma non credo di sbagliare se scrivo che eravamo diventati veramente amici quando abbiamo cominciato a frequentarci ai tempi del Comitato Toscani per il No alla riforma Boschi-Renzi-Verdini, nel referendum costituzionale del 2016.

Il 17 marzo del 2018 facemmo insieme una trasferta a Riccione a trovare gli amici autonomisti del MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna), che tenevano un convegno sulla salvaguardia della loro lingua madre romagnola (la foto di corredo del post risale a quella missione in cui lo accompagnai).

Durante il viaggio, Sergio Salvi mi accennò a un volumetto di fine ottocento, uscito precisamente nel 1871, intitolato "Maestro Domenico", scritto da Narciso Feliciano Pelosini. Nonostante l'autore fosse una persona benestante e con una qualche influenza politica, pubblicò il suo racconto sotto lo pseudonimo di Giovan Paolo d'Alfiano. Perché tanta cautela? Perché era una fiaba antirisorgimentale, antisabauda, anti-italiana.

Le poche cose che mi disse Sergio Salvi m'incuriosirono. Mi procurai e lessi il libretto. La storia contiene degli spunti polemici contro lo stato sabaudo che qualsiasi persona affezionata alle tradizioni di autogoverno toscano potrebbe apprezzare (ma ha anche dei toni un tantino reazionari). Però, con candore, ammetto che l'avventura del maestro Domenico ha scatenato dentro di me l'intuizione di raccontare una storia in qualche modo speculare, anche se totalmente opposta: il mio Cosmonauta Francesco.

Purtroppo non ho fatto a tempo a far leggere a Sergio Salvi il mio romanzo, in cui ovviamente lo cito per quello che è stato: un pioniere di una mentalità orientata all'autogoverno. 

Tuttavia, grazie a Sergio Salvi, per quello spunto e per tanti altre di cui era inesauribile sorgente.

Riposi in pace, nel seno della Provvidenza.

Mauro Vaiani

 


 

 

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