Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 3 febbraio 2015

Un senso di sollievo

E' vero, il discorso inaugurale di Sergio Mattarella, il dodicesimo presidente di questa malandata nostra Repubblica, ha rivelato qualche limite. Per esempio, non conteneva parole esplicite sull'autonomia dei territori e delle economie locali, né sul dramma delle nostre carceri. Eppure abbiamo provato un senso di sollievo, ascoltandolo parlare di resistenza, del sacrificio del «nostro bambino» Stefano Tachè (ma forse si dovrebbe scrivere Taché), di libertà, anche affettiva, per tutti, e della necessità di tornare a fare inclusione sociale ed economica, a partire dalle necessità più materiali della povera gente. Il senso di avere a che fare con una persona umile e seria. Buon lavoro, presidente Sergio Mattarella.

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