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mercoledì 25 febbraio 2015

Senza province si può

Una ottima notizia dal parlamento toscano: è stata varata all'unanimità una buona legge che guiderà la riorganizzazione dei servizi pubblici che fin qui sono stati svolti dalle province. La Toscana, con i suoi tre milioni e mezzo di abitanti, con 23.000 kmq, con distanze stradali e ferroviarie interne praticamente sempre contenute entro le 3 ore di viaggio, può vivere senza province. I comuni devono associarsi, rafforzarsi, magari anche unirsi. La regione deve articolare il suo personale e le sue sedi in ciascuno di quei territori, quelle realtà distrettuali e circondariali, che erano già state messe a fuoco dai fondatori dell'autogoverno toscano moderno, almeno dai tempi del presidente Gianfranco Bartolini, negli anni '80. Una parte del personale delle province rimane in sovrannumero, ma può essere gradualmente incoraggiato ad andare a occupare i tanti posti vuoti nelle altre amministrazioni, a cominciare dalla giustizia, che lamenta forti buchi nei propri organici. L'ottimo Vittorio Bugli, assessore regionale al bilancio, ne ha parlato stasera su Radio Toscana, con sobrietà ed efficacia. Complimenti sinceri.

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