Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 24 ottobre 2014

Involuzione digitale italiana

L'agenda digitale italiana è nel mezzo di una crisi involutiva.
Il problema è, ci pare, che almeno dai tempi di Stanca, ma forse anche da prima, le elite dirigenti della repubblica stanno cercando, con la testa tenacemente rivolta verso il loro ombelico, con testardo conservatorismo, di informatizzare l'esistente.
Si vuole rendere veloce e smart tutto ciò che non abbiamo il coraggio di riformare, di cambiare, senza più domandarci non solo se l'esistente sia giusto, ma nemmeno come si è formato e perché.
Le norme sono tutte sul web, ma non si sono ridotte, né sono diventate più chiare.
Si moltiplicano portali, agenzie, unità di missione nazionali, che non sono altro che la prosecuzione  dei vecchi vizi centralisti, burocratici, autoritari.
Le scadenze automatizzate sono più inesorabili, non più sensate.
Le pratiche sono diventate istanze online, ma non si sono semplificate per nulla.
Abbiamo - in ultimo ma non per importanza - sostituito i costi e le lungaggini della raccomandata con le velocissime assurdità della pec, un capolavoro di presunzione italiota, che è - giustamente - ignorato in tutto il mondo.
È nostro dovere, come lavoratori dell'amministrazione digitale, far funzionare ciò che è nostro dovere far funzionare, ma senza rinunciare a proporre cambiamenti drastici, a cominciare dalla riduzione degli enti e dall'accorciamento di ogni gerarchia.
Informatizzare l'esistente, senza mettere in discussione lo status quo, non servirebbe ad altro, temo, che ad accelerare il nostro declino.

* * *

Portare avanti un pensiero indipendente è faticoso, ma ci continuiamo a provare, alla Leopolda 5, nel mondo del lavoro, con Libera contro le narcomafie, nella nostra antica - ma sempre capace di ripensamento e rinnovamento - rete di iniziative civiche toscane (Nda, a fine giornata).




Post più popolari di sempre