Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso

venerdì 4 luglio 2014

Attenti all'imbroglio a cinque stelle

E' triste accorgersi di aver avuto ragione in una materia pericolosa.
In un miscuglio di ignoranza e di arroganza, una piccola minoranza organizzata di attivisti Cinque Stelle ha deciso di sposare la causa del ritorno delle preferenze - ignorando bellamente trent'anni di storia politica italiana (e oltre un secolo di storia elettorale europea), nonché la volontà popolare espressasi solennemente nel 1991 e nel 1993.
Purtroppo ciò avviene in un clima di totale assenza di memoria storica e di spirito critico, da parte dei media.
E quel che è peggio, in un clima generale di ignavia sui principi, sui problemi, sui pericoli insiti nella materia.
A Matteo Renzi e al PD figlio delle primarie, a Forza Italia e alla Lega Nord - tre forze che sono state forgiate dai collegi uninominali del Mattarellum - chiediamo più coraggio, più coerenza.
A tanti militanti Cinque Stelle che credono sinceramente in una agenda anti-partitocratica, comunitarista, ecologista, populist, chiedo, con fermezza, di studiare un po' di più, prima di abbandonare la strada maestra delle primarie, dei piccoli collegi, della scelta dei candidati PRIMA della scelta dei partiti.

Non torniamo alle vecchie preferenze all'italiana. Cerchiamo qualcosa di nuovo!



lunedì 30 giugno 2014

Un infruttino per la repubblica

Non basta tagliare e riqualificare la spesa pubblica.
Credo ancora nella possibilità di riforme per la giustizia e la libertà, contro il declino.
Credo - spes contra spem - che alcune delle proposte di Matteo Renzi possano andare in porto.
Ma credo anche che la repubblica dovrebbe iniziare, al più presto, a emettere un nuovo buono del tesoro infruttifero, a lunghissimo termine, di piccolo taglio, che vi propongo di chiamare "infruttino".
Ovviamente l'infruttino non sarebbe per coloro che comprano volontariamente debito pubblico italiano sul mercato. A costoro dobbiamo garantire tranquillità e certezza del diritto.
Piuttosto l'infruttino sarebbe per altri soggetti, che riscuotono somme importanti dallo stato a vario titolo.
Per esempio, a ciascun boiardo o pensionato d'oro, si potrebbero dare i primi tremila euro liquidi e tutto il resto in infruttini. Tali persone, essendo ricche, potrebbero tenerli tranquillamente da parte fino alla loro scadenza. Nel frattempo non ci guadagnerebbe nulla di interessi, è vero, ma neppure ci rimetterebbe molto.Gli infruttini potrebbero anche essere usati per pagare tutti gli arretrati alle aziende. In questo caso, per tante aziende, poter avere infruttini da scontare in banca, più che una punizione, rischierebbe di essere una boccata d'ossigeno.
Con gli infruttini potrebbero anche essere pagati, sempre per esempio, gli affitti ai grandi proprietari immobiliari che ancora ospitano uffici pubblici, riscuotendo - diciamolo - una rendita parecchio criticabile di questi tempi.
Sono solo esempi, per far capire che gli infruttini potrebbero essere usati in tante occasioni, dove lo stato è costretto a pagare e i suoi creditori potrebbero essere costretti ad accettare un pagamento diverso dai liquidi.
Il sacrificio per coloro che ricevono infruttini sarebbe minimo.
Il vantaggio per lo stato, che comincerebbe a pagare interessi zero su quote crescenti del suo debito, potrebbe diventare interessante.
Perché propongo questo inizio di ristrutturazione forzosa e al tempo stesso gentile e graduale?
Per evitare che debito e interessi stronchino la repubblica, le libertà personali, la giustizia sociale, le autonomie territoriali, l'unità europea. Se e quando fossimo costretti a ulteriore austerita, o addirittura a far fallire lo stato, arrivando a cancellare il debito pubblico, sarebbe senz'altro peggio.
Non si può più aspettare la prossima legislatura, o il prossimo trattato europeo, o i vagheggiati eurobond.
Si deve fare qualcosa subito, qui, insieme, unendo le nostre forze, in uno sforzo civico e civile, di solidarietà fra di noi e di generosità verso le generazioni future.
Ecco, arrivati a metà esatta del 2014, in questi giorni di gioia solstiziale, ma anche di ripensamento e di seria verifica di ciò che siamo stati capaci di fare e capire fin qui, ho detto anch'io la mia sull'immenso problema della sostenibilità del debito pubblico. E ora, siccome non sono un opinionista famoso, non sono un eurocrate, tanto meno un economista - anche se leggo regolarmente quelli bravi, che ci avvertono dei rischi di arrivare al fallimento senza nemmeno accorgersene - iniziate pure a tirare al piccione Vaiani.



giovedì 26 giugno 2014

Thank You, My Open-Minded Tuscan Mum

My family has been my first school of liberty.
The first time I have a clear memory about social freedom and individual responsibility, it was on the occasion of an anti-prohibitionist statement released by my mother, at home, in Tuscany, in the kitchen, while doing housework.
She had little education and little luck in her life, but it was clear in her eyes that if the state prohibits a substance, it gets two inconvenient results: first, a dangerous increase of its officials' power; second, the shameful increase of wealth for those who sells the product made illegal.
I really admire my mother for this instinctively libertarian, anti-prohibitionist idea, she has taught me, when I was little more than a child.
Forty years after, the moral and political necessity of ending drug war, it is still clear to me, mostly thanks to my mother.

Unfortunately, while celebrating their useless and hypocrite international anti-drugs day, international and national bureaucracies are still wasting resources and lives in their costly, bloody, ineffective war on drugs.
I will never tire repeating: war on drugs is a source of corruption and arbitrariness. 
On its bias it rests the real mafia power. 
It must be ended, as soon as possible.
If you do not believe a Tuscan ordinary mother and his son, at least have the decency to read something about:
- Transnational Radical Party commitment to end drug war
- Open Society 
- Robert Morris, a maverick
- Anti-prohibitionism's historical failures
Last and late, but not least, also the mainstream, conformist London School of Economics arrived to open its gate to a bit of common sense...

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