Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 13 dicembre 2019

Siamo #MES di nulla...



In Toscana si direbbe: siamo #MES di nulla...
Riordino qui alcune cose essenziali sul #MES, raccolte non tra gli euroscettici (troppo facile!) ma tra gli eurocritici e anche tra molti che continuano a dirsi a favore di questa #Unione.

Per esempio, ma davvero è solo un esempio, uno degli interventi più appassionati, di critica sincera allo stato attuale del governo della Eurozona, l'ho sentito da un sincero europeista liberale, Roberto Sommella, in uno dei suoi interventi su Radio Radicale (https://www.radioradicale.it/scheda/592468/a-che-punto-e-la-notte - 6 dicembre 2019). Non condivido, sia chiaro, la volontà di Sommella di dar vita a un superstato europeo, che finirebbe per somigliare più agli Stati Uniti che alla Svizzera, ma gli devo riconoscere la grande capacità di sintetizzare criticamente cosa non va in Europa oggi.

AGGIORNAMENTO: un altro esempio importante e direi anche imponente di critica al MES è questa ormai famosa lettera di 32 economisti (diciamolo, quasi tutti europeisti e di centrosinistra), pubblicata da MicroMega, che sono diventati famosi perché li hanno citati #Salvini e #Meloni.

1) Il #MES è in vigore dal 2011. Pubblico in cima a questo scritto una foto con un forte contenuto polemico ma anche storico. Non si può far finta di nulla. Per anni il #MES è stato in vigore e nessuna delle grandi forze politiche dominanti di questo paese si è mai sognata non dico di metterlo in discussione, ma nemmeno di cominciare una riflessione, seria e pacata, sulla sua effettiva utilità.

2) Il #MES è una banca internazionale, come tante altre. Il suo unico scopo è TENERE IN VITA I SUOI CREDITORI, perché continuino a pagare non i loro debiti, ma gli interessi. Perché le elite dominanti dei paesi della Eurozona abbiano accettato, nel 2011, di creare questa sorta di mini-FMI, non è un mistero: siamo dominati da elite finanziarie che difendono un rigido status quo, che essi ritengono non solo l'unico possibile, ma l'unico "naturale". Per essi la realtà è questa, l'unica possibile. Di fronte alla crisi essi reagirono in modo conforme alla loro ideologia neoliberista e ai loro interessi di casta. Tutto ciò che non funziona come credono loro, per esempio le periferie della Eurozona oggi, come la Grecia (ma era lo stesso anche per le periferie della Zona Lira poco più di vent'anni fa), deve essere ridotto al silenzio e declinare in pace. Assistito magari, ma senza che si creino disturbi.

3) Il #MES, per essere una banca internazionale, è piuttosto piccolo, con una capacità di raccolta di soli 700 miliardi di Euro. Meno di quanto dispone in un anno il bilancio della Repubblica Italiana. Le sue capacità di aiuto agli stati in difficoltà delle periferie della Eurozona, insomma, sono minime. E' quindi una copertina parecchio corta, che però serve a coprire altre cose che poi si fanno e si faranno, ma di cui un poco ci si vergogna: creazione di liquidità da parte della Banca Centrale Europea per comprare "titoli" a istituzioni finanziarie private (in difficoltà?), salvataggi di banche private con soldi pubblici, imposizione alle comunità locali di tagli alla spesa sociale e privatizzazioni selvagge. Se non credete a me, che sono un modesto attivista politico, leggete qualcosa di più ampio e documentato come questo articolo - non certo eurocritico - del Post.

4) Il trattato di riforma del #MES, rischia di essere, per quanto possibile, non troppo peggiore di quello in vigore, perché a questa concentrazione di potere e di ricchezze, alla fine, sarà consentito di fare ben poco, quando gli stati saranno davvero nei guai. E' come se i suoi creatori avessero condiviso questo retropensiero: abbiamo creato una bestia, ora mettiamola sotto tranquillanti, perché se e quando si muoverà, farà danni come li farebbe ogni elefante in una cristalleria. Un esempio di questo atteggiamento ce lo da', per esempio, il neoministro delle finanze italiano, Roberto Gualtieri. Seguite i suoi cinguettii e capirete da soli.



5) La Banca Centrale Europea ha creato in pochi anni, dal nulla, quasi 3.400 miliardi di Euro (sì, avete letto bene, praticamente 100.000 Euro per ogni cittadino della Eurozona). E sta continuando. Bisogna essere "bischeri", come diremmo in Toscana, per non capire che non avevamo bisogno di dar vita ad altre concentrazioni di potere e di ricchezze, per risolvere i nostri problemi di liquidità denominata in Euro. Dovremmo essere, già da anni, seduti a discutere su come aggiornare i trattati, altro che #MES. Peccato che sia il centrodestra, che il centrosinistra, che i pentastellati, nel frattempo, avessero altro a cui pensare, inseguendo i loro sogni centralisti, autoritari, populisti e reazionari.


Di fronte a questi fatti, propongo alcune mie provvisorie conclusioni.
Per opportunismo, o magari anche per semplice ignoranza, #Giorgetti, #Salvini, #Meloni, #DiMaio, #Renzi, #Speranza, #Zingaretti e parecchi altri non si sono mai occupati del #MES, quando è stato il loro turno di avere il tempo e il potere di farlo. Possono rinfacciarselo quanto vogliono, ora che la frittata è fatta, ma non si salva nessuno.




Di fronte al #MES, gli stati membri della Eurozona sono in una trappola "reputazionale". Non possono ammettere di essersi sbagliati per anni. Non possono rinnegare ciò che i loro funzionari hanno elaborato in mesi e mesi di trattative. Non possono denunciare il trattato (tutt'al più rinviarlo di qualche mese, come sta chiedendo, dimostrando in questo un certo buon senso, il presidente Conte).

Perché? Semplicemente perché oggi chi si mettesse di traverso, verrebbe colpito dallo spread. Solo la Germania potrebbe forse sbattere un pugno sul tavolo così forte da far saltare il #MES, ma anche per i potenti capi del paese centrale dell'Eurozona, ammettere di aver sbagliato così tanto e per così tanto tempo, temo non sia facile.

Il #MES, insomma, non è un pericolo per l'Italia, ma una rovina per l'intera casa comune degli Europei che usano l'Euro. Intere classi dirigenti, ancora una volta, si sono compromesse in un progetto di concentrazione inopportuna di potere e di ricchezze. Un autentico disastro politico. Ripeto: non per l'Italia, ma per l'intera Europa.

Che fare, allora?

Se vi bastano la ristrettezza di vedute del PD, l'incompetenza di Di Maio, il cinismo di Salvini, l'avventatezza della Meloni, potete anche non fare nulla. AUGURI! Interi territori europei, compresa tutta la nostra penisola, diventeranno una sorta di #Calabria d'Europa (un territorio spopolato ed emarginato, non ce ne vogliano i Calabresi), con la sinistra.
Oppure, con la destra, una sorta di nuova #Turchia

Oppure, con ciò che resta degli eletti a Cinque Stelle, qualcosa che potrebbe unire il peggio di tutte e due.

Ci si potrebbe rodere il fegato ripensando a quanta protesta, ma anche quanta speranza, sono state raccolte, in rapida successione, prima da #Renzi, poi da #Grillo, poi da #Salvini e presto magari dalla #Meloni, ma essi, almeno di fronte al #MES, sono già stati provati e si sono rivelati essere parte del problema, non certo della soluzione.

Se volete una moratoria su qualsiasi nuovo trattato economico-finanziario, un cambiamento più profondo, una discussione seria sullo stato dell'Euro, un rimedio alle catene del debito, il superamento del concetto stesso di "banca internazionale", vi restiamo noi, AUTONOMISTI E DECENTRALISTI. 

Occorrerà una generazione per rimediare agli errori iniziati nel 1981 con la "privatizzazione" del debito pubblico, poi proseguiti con Maastricht nel 1992 e con i trattati successivi, come ricordiamo sempre con gli amici di Libera Firenze e di Comitato Libertà Toscana, in particolare con Fabrizio Valleri, che su queste cose, da buon padre di famiglia e piccolo imprenditore, ha sviluppato una sensibilità accesa e, purtroppo, ancora non comune.

Cominciare, però, si deve, perché gli stati che hanno debiti pubblici storici sono sotto ricatto e con essi tutti i nostri territori. 

Siamo stati costretti a cominciare ad occuparci delle catene del debito, che ci imprigionano, ma qualcosa abbiamo imparato, dalle campagne di Francesco Gesualdi, dagli studi di Stefano Sylos Labini, dagli scritti di Alberto Micalizzi. Non molleremo, perché è una questione di vita o di morte.

Non dimentichiamoci che anche le elite al potere stanno riflettendo sugli errori e sulle storture della Eurozona. Non stanno ferme. Anche loro stanno elaborando strategie per introdurre delle correzioni. Si può tentare di riformare l'Euro in tanti modi, anche centralisti, anche autoritari, anche reazionari, immaginando, per esempio, come criticavamo poco sopra ricordando la posizione di Sommella, di dare all'Euro uno "stato", invece di occuparci dello stato miserando in cui si trovano i cittadini impoveriti dall'Euro. Uno "stato", magari simile agli Stati Uniti d'America - il cielo ce ne guardi - invece che, come vorremmo noi, alla Confederazione Elvetica. 

Leggete qualcosa di quello che scrivono persone come il professore Massimo Costa. Le svolte autoritarie, quando i popoli e i territori sono sotto ricatto, sono sempre dietro l'angolo.
 

Cerchiamo di essere un po' meno cinici, un po' meno incompetenti, un po' meno avventati.
 

Miracoli non ne promettiamo, ma cambiamenti a lungo termine per consentire a ogni territorio di vivere più serenamente, sì.

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