Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 2 luglio 2017

Tegame rosso


Ansa


Sulla manifestazione di "Insieme" di ieri in piazza SS. Apostoli a Roma, non mi sento così bonario come quelli che l'hanno chiamata "Melina rossa".
Concedo a Pier Luigi Bersani di avere accenti di sincero interesse per il popolo, pur difendendo la sua storia. Gli riconosco di averci provato a cambiare le cose in meglio per i piccoli e i deboli, non di esserci riuscito.
A Giuliano Pisapia, invece, non faccio sconti.Uno che è un giurista, che nel 1996 si fa eleggere deputato nelle liste di Rifondazione Comunista, che diventa presidente della commissione giustizia della Camera, che dal 2011 al 2016 fa il sindaco di Milano, non può glissare bellamente sull'aver sostenuto la disastrosa riforma Boschi-Renzi-Verdini.
Dopo aver messo in pericolo le autonomie sociali e territoriali della repubblica, dopo aver concorso a trasformare l'Italia in una specie di Turchia, se non ti metti almeno un po' di cenere sul capo e non partecipi a una qualche riflessione autocritica, cosa vuoi dai cittadini?
Cosa pretendi, in particolare, da noi cittadini democratici, che crediamo fortemente nell'autogoverno?
Non abbiamo bisogno di tegami, nemmeno di tegami rossi.
"Tegame" in toscano vuol dire uno che si rende disponibile per qualsiasi operazione... E siamo buoni a fermarci qui.
Abbiamo bisogno di programmi seri per restituire i territori ai cittadini sovrani, opportunità ai giovani, giustizia ai poveri.
Se la politica è davvero ridotta a un monopoli mediatico, per quanto è stato detto ieri in quella piazza romana, direi che potete andare tranquillamente a casa, senza passare dal via.

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