Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 14 ottobre 2016

Basta un Sì e si va in Lettonia


Pinotti e Gentiloni, 2015 - Fonte: formiche.net


Dalla Libia al Baltico, la ministra della difesa Pinotti ne ha fatta un'altra delle sue, per conto del governo Renzi, con la benedizione del ministro degli esteri Gentiloni.
Potete leggere di questa monumentale bischerata a questo link del comunicato del ministero degli esteri.
Altri articoli che parlano della nostra missione con la NATO sul Baltico, in Lettonia, li troverete facilmente in rete.
Quando si mandano al governo persone senza conoscenze geopolitiche adeguate e - temiamo - senza convinzioni profonde, il risultato è sempre una avventata subalternità.
Subalternità agli interessi delle industrie militari, ai riflessi condizionati di autoconservazione delle burocrazie NATO, alla retorica - in particolare anti-russa - dei guerrafondai di ogni provenienza.
Per coloro che volessero approfondire, invece, l'inutilità della NATO così come è oggi, la pesantezza dei suoi bilanci, la pericolosa aggressività che questa organizzazione ha dimostrato con la sua inutile espansione verso est, suggeriamo la lettura di un vecchio articolo del 2000.
Non lo ha scritto un pacifista, ma è un saggio sulla realtà, che è il presupposto di ogni ricerca della pace.
Si intitola STRUCTURAL REALISM AFTER THE COLD WAR (Il realismo strutturale nel dopo Guerra fredda), del grande scienziato politico Kenneth N. Waltz.
E' stato pubblicato su International Security, Vol. 25, numero 1, dell'estate 2000.
Si trova facilmente, qua e là in rete.
Vale la pena.
Lo diciamo soprattutto per i giovani appassionati di relazioni internazionali e geopolitica.


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