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martedì 9 agosto 2016

Susanna la scorretta



Su Facebook fa molto discutere una presa di posizione del nuovo sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi, dal tono molto libertario, se non addirittura anarco-individualista. Il sindaco contesta l'interferenza dello stato nella vita delle persone, che si sarebbe manifestata, una volta di più, nell'approvazione della legge sulle unioni civili e sulla registrazione obbligatoria delle convivenze.
L'argomento ha un suo fascino per tutti gli anti-statalisti, me compreso. Mi potrebbe far piacere scoprire che il sindaco Susanna è una ribelle al politicamente corretto.
Anch'io sono molto critico con questa legge sulle unioni e le convivenze che la maggioranza renziana ha infine imposto al parlamento con il voto di fiducia.
Tuttavia appare un po' sospetto alzare un polverone contro l'intrusione statalista nei nostri focolari domestici, proprio ora che qualche coppia di persone omosessuali potrebbe bussare alle porte del comune per farsi registrare.
Diciamo che non è molto liberale che, forti delle proprie convenzioni anarco-individualiste, si prendano di mira proprio i più deboli, gli ultimi arrivati.
Non ho pregiudizio alcuno contro Susanna Ceccardi, che ai miei occhi è la protagonista di una storica alternanza alla ancora parecchio incartapecorita sinistra locale.
Per lei hanno votato tantissime persone mie amiche, che condividono con me una storia civico-liberale, laica, socialista, autonomista.
Non mi crea alcun problema che lei non voglia celebrare unioni civili (e forse, a quanto capisco dalle sue parole, nemmeno matrimoni civili o altri riti di stampo statalista).
Tuttavia mi aspetto che, come sindaco di tutti e come pubblico ufficiale, deleghi qualcuno a farlo al suo posto.
Non mancheranno le persone disponibili.
Altrimenti sarà commissariata, se non rimossa, come è ovvio che accada in uno stato di diritto.
A tutti dico attenti: le vostre (nostre) convinzioni sono sacre, ma le persone lo sono di più.
E le persone omosessuali sono in credito da questa società.
E guai a chi si rifiuta di saldare la propria parte.

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